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Al
giorno d'oggi la consapevolezza del problema ambientale risalta
dalle priorità che, non solo i singoli governi nazionali
ma anche a livello di politiche internazionali, vengono intraprese
nell'ambito del risparmio delle risorse naturali ed energetiche,
attraverso la produzione di beni riciclabili, e nell’ambito
della riduzione del volume di rifiuti tramite il riciclaggio.
Questo è solo un aspetto dell'aumentata sensibilità
verso la più generale problematica riguardante la valutazione
dell'impatto che hanno le attività umane sull'ambiente.
La cosiddetta "EMERGENZA
RIFIUTI" nasce da un lato con il galoppare del consumo
che si è tradotto in un aumento della produzione di rifiuti,
e dall’altro con la crescente urbanizzazione che, divorando
le zone inabitate, ha ridotto notevolmente gli spazi potenzialmente
idonei allo smaltimento degli stessi.
Prima del riciclaggio,
le soluzioni erano essenzialmente due: le discariche e l’incenerimento.
Le discariche rimandano semplicemente il problema perché
non tutti i rifiuti sono biodegradabili ed inoltre il processo
di bio-degradazione spesso è particolarmente lungo (un
mozzicone di sigaretta ha bisogno di quindici anni per auto-dstruggersi!)
per cui prima o poi l’accumulo dei rifiuti esaurisce lo
spazio delle discariche.
L’incenerimento consente di eliminare i rifiuti e di produrre,
tramite la combustione, energia elettrica. Molto poca, in realtà.
Inoltre, questo sistema comporta l’emissione nell’aria
di sostanze altamente tossiche, come la diossina e le polveri
sottili.
Oggi il riciclaggio
è un sistema che invece di depositare "da qualche
parte" i rifiuti, li mette in circolo, in un processo capace
di recuperarli, trasformarli e restituirli pronti per l’uso
ancora una volta. In questo modo si avrà sempre meno bisogno
di insediare discariche ed impianti di incenerimento; inoltre,
il recupero ed il riciclo dei rifiuti
permettono di ridurre l’inquinamento derivante dallo sfruttamento
delle materie prime e comporta vantaggi economici perché
diminuisce i costi energetici.
Si parla di sistema di
riciclaggio perché questo approccio deve necessariamente
operare sull'intero processo produttivo e non soltanto sulla fase
finale di smaltimento dei rifiuti. Non vi è dubbio, infatti,
che un "ciclo dei rifiuti" davvero efficiente presupponga
l'utilizzo di materiali biodegradabili nella fase di produzione
dei beni di consumo; questo faciliterebbe lo smaltimento "naturale"
della materia nel momento in cui il prodotto si trasforma in rifiuto.
Bisognerebbe, poi, imparare a produrre meno
rifiuti, evitando tutti quei comportamenti consumistici,
gesti direi quasi automatici che tutti ogni giorno poniamo in
essere con una strana "inconsapevolezza".
Potremmo allora abituarci,
per esempio, a preferire prodotti bio-degradabili
o un bicchiere di vetro ad uno di plastica: senz’altro meno
elegante, più rumoroso se tenuto tra le dita, non riciclabile
e particolarmente inquinante. E, soprattutto, a differenziare
i NOSTRI rifiuti.