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L'istituzione
museale nasce nel 1979 voluta dall'Amministrazione Comunale, sindaco
Lezzi, che gli da sede presso il ristrutturato piano attico del
seicentesco palazzo ducale.
Il museo si evidenzia alla nascita come museo di arte contemporanea,
ma prevedendosi in futuro una attività di raccolta di strumenti
legati alla storia dei costumi e della civiltà locale,
con delibera di Consiglio Comunale n. 164 del 5-7-79 adotta la
denominazione di "MUSEO D'ARTE MODERNA
E DELLE TRADIZIONI POPOLARI".
Aldo Calò ne inaugura
le strutture con una sua mostra antologia (ottobre-novembre 1979)
ed è subito successo di pubblico e di critica. Affianca
la manifestazione un catalogo monografia curato dall'Istituto
dell'Arte dell'Ateneo leccese.
L'artista nativo di San Cesario, progetta la sistemazione della
piazza antistante Palazzo Marulli e dona al Museo un nutrito gruppo
di sue opere e alla cittadina un nuovo "Monumento ai Caduti".
Con delibera n. 7 del 22-1-1980
l'Amministrazione Comunale dota il Museo di Regolamento e Comitato
di Gestione e ne modifica la denominazione in "MUSEO
DEL TERRITORIO", giacché la struttura museale
amplia il suo raggio d'azione volgendo l'attenzione su tutta la
tematica dei Beni Culturali riguardanti il territorio; affianca
il Museo alla Biblioteca Comunale e lo affida a Gianfranco Coppola.
Successivamente, promulgata apposita Legge Regionale che regolamenta
le istituzioni museali pugliesi, quest'ultimo per concorso ne
diviene istruttore.
Il Museo usufruisce anche
di altri spazi espositivi esterni giacché il Genio Civile
di Lecce nel 1980, dopo averla restaurata, restituisce al Comune
la chiesa trecentesca di S. Giovanni, ricca di pregevoli affreschi
di gusto bizantino.
La politica culturale dell'Amministrazione è tesa a far
conoscere o rivisitare evidenze artistiche poco note perché
lontane nel tempo, o dimenticate, o addirittura sconosciute ai
cittadini più giovani per difetto di informazione. Si parte
quindi da artisti locali, non per mero campanilismo, ma per una
maggiore aderenza agli interessi culturali del Salento e della
Puglia tutta.
Nel 1980 ha luogo la "X
MOSTRA FILATELICA SALENTINA" che prevede anche un
annullo speciale.
Nel 1981 ha luogo una mostra
antologica del pittore naif Ezechiele Leandro allora scomparso
da poco. "REALTA' DEL LAVORO NEL MEZZOGIORNO
D'ITALIA" è il titolo della mostra itinerante
fotografica, che ha luogo nella primavera dell'81.
Dal novembre al dicembre
dell'81 i docenti GALANTE e DEL GUERCIO dell'Ateneo Leccese presentano
una Rassegna d'Arte "PRESENZA E MEMORIA", una verifica
dell'arte italiana all'inizio del decennio.
Nell'estate dell'84, il
Museo ospita l'Antologica di Francesco Barbieri, il cui percorso
artistico è documentato dalla presenza di centinaia di
opere di pittura, di scultura e di grafica.
Con Delibera 511 del 1-10-84,
l'Amministrazione Comunale decide di mutare definitivamente la
denominazione del Museo in "MUSEO CIVICO
DI SAN CESARIO" che appare più consona al patrimonio
culturale del Museo più vario rispetto al nucleo iniziale
di Calò, agli accresciuti interessi artistici che spaziano
dall'arte moderna all'antica, dalle verifiche alla didattica,
dall'attualità alla storia del territorio.
Nell'85 ha luogo "LA
CARTAPESTA" mostra documentaria sulle opere in cartapesta
presenti nel Comune. Nello stesso anno viene presentata la mostra
"UNA CARTELLA INEDITA DI NULLO D'AMATO"
consistente in una serie inedita di linoleografie.
Con delibera n. 198 del
14-3-85 l'Amministrazione Comunale vara a titolo di esperimento
la "I MANIFESTAZIONE BIENNALE D'ARTE
CONTEMPORANEA" in più sezioni e con un programma
che si svilupperà nell'85 e nell'86. Alla fine dell'85
FERNANDO DE FILIPPI, noto artista leccese, ne inaugura la prima
sezione con una sua mostra antologica.
Nell'87 NINO CAPPELLO con
una sua mostra antologica conclude l'esperimento della "I
MANIFESTAZIONE BIENNALE D'ARTE CONTEMPORANEA".
Nel 91 "SCULTURE
A CORTE" occupa l'atrio di Palazzo Ducale e l'attico
comunale. E' una verifica dell'attività dell'artista locale
COSIMO DAMIANO TONDO.
Nel 92 ritorna in museo
Ezechiele Leandro: l'antologica espone come inedite le opere di
grandi dimensioni del maestro.
Nel 93 il commissario governativo
Gusella inaugura la mostra retrospettiva di Nino Rollo.
Con l'amministrazione Capone,
il Museo aggiunge alle sue già consolidate prerogative
la didattica; le manifestazioni che si succedono vogliono la presenza
dell'artista che illustri, spieghi e guidi gli alunni del Distretto
in visita di istruzione. Il Centro Culturale GHETONIA
porta all'attenzione delle scolaresche interroganti la mostra
"LA CASA A CORTE NEL SALENTO"
che, in due sezioni, una fotografica documentaria, l'altra con
audiovisivi ha oltre 2000 visitatori provenienti non solo dalle
scuole elementari e medie dei paesi vicini, ma anche dalle superiori
e dall'Università del capoluogo.
Altrettanto frequentata
la mostra di COSIMO DAMIANO TONDO
che vede nello stesso periodo anche a Lecce, promossa da quella
Amministrazione, identica manifestazione.
Interessantissima la mostra
antologica del giovane artista e docente della Accademia SALVATORE
SAVA. L'attico comunale accoglie due sezioni: la pittura
e grafica e la scultura in pietra leccese, l'atrio di Palazzo
Ducale fa da contenitore di una serie di installazioni metalliche
di gusto moderno.
Tutte le mostre sono state
accompagnate da apposito catalogo edito dalle Amministrazioni
succedutesi nel tempo. Attualmente il Museo è in fase di
ristrutturazione ed alcune delle opere possedute sono state affidate
a restauratori del Museo Provinciale.
Il Museo possiede, per
donazione degli autori o degli eredi di questi ultimi, opere di
ALDO CALO', NINO CAPPELLO, FRANCESCO BARBIERI, CARLO BARBIERI,
FERNANDO DE FILIPPI, ETTORE CONSOLAZIONE, ROMANO SAMBATI, NULLO
D'AMATO, COSIMO DAMIANO TONDO, FRANCO CIPRIANO, FRANCA ANGELINI.
Interessante anche la presenza
di modelli in gesso manufatti da FRANCESCO
BARBIERI per la realizzazione delle sue opere, e che costituiscono
una notevole gipsoteca.
E' un Museo che non ha
avuto bisogno di rodaggio, che anzi si è inserito "di
prepotenza" nel vasto panorama delle istituzioni culturali
guadagnandosi un posto di rilievo, e per il rigore scientifico
delle proprie manifestazioni, e per l'indiscusso valore degli
artisti presentati.
Ricerche e Testo di: Gianfranco
Coppola