Le
due più importanti emergenze monumentali della cittadina sono posizionate in Piazza
Garibaldi ed appartengono all'ambiente laico una, ecclesiale l'altra.
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| Palazzo
Ducale Piazza
Garibaldi |
Il
PALAZZO DUCALE, che si eleva con oltre 25 metri d'altezza,
si evidenzia nel rispetto dell'architettura palladiana: due volte in larghezza,
una volta in altezza. Ricostruito nella seconda metà del XVII secolo su di una
cinquecentesca fortezza (di cui conserva tracce), è a due piani più attico. Il
frontale, ricco di statue mitologiche sovradimensionate e di busti degli antenati
dei feudatari, si offre allo sguardo con un portale formato da quattro colonne
binate sorreggenti un poderoso balcone barocco, la cui chiave di volta è costituita
dal leone araldico dei duchi Marulli. La facciata del palazzo è scandita da lesène
e paraste, e da una lunga teoria di archetti pensili, aggettante l'impresa araldica
dei feudatari, costituita da uno scudo con un leone passante, sormontato da corona
ducale e dal Capo dell'Impero: l'aquila di Carlo V. Un androne dalla volta riccamente
istoriata conduce al cortile, al cui centro troviamo un pozzetto
dalla vera rinascimentale che con quattro semplici colonne sorregge un cupolino
settecentesco sormontato dal busto di uno dei Marulli.
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| Chiesa
S. Maria delle Grazie
Piazza
Garibaldi |
Dirimpettaia
ed altrettanto alta è la CHIESA MATRICE DI SANTA MARIA DELLE
GRAZIE, ampliata per ben tre volte. L'ultima ricostruzione è del 1847,
su disegni dell'ingegnere Casotti, e si rifà alla veneziana Chiesa delle Paolotte.
Il frontale semplice è sormontato da un timpano spezzato, che accoglie la statua
del Santo Patrono. Sono in pietra leccese le statue di San Pietro e San Paolo
collocate nelle nicchie in basso prospicenti il sagrato. La chiesa, a croce latina,
è peculiare per l'immenso soffitto a cassettone, per il pavimento musivo e per
i due altari barocchi, rispettivamente di San Cesario e del Crocefisso. Il primo
si evidenzia con colonne binate tortìli, con una pala d'altare riproducente il
Santo e con un busto argenteo dello stesso. Il secondo, di patronato dei duchi
Marulli, si presenta sempre con colonne binate tortìli, i cui piedistalli recano
scolpiti gli scudi dei duchi, e con una pala d'altare raffigurante il Crocefisso.
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| Chiesa
di S. Giovanni
Evangelista
V.
Caponic |
CHIESA
DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA
È la più vecchia costruzione documentata
della cittadina: al suo interno infatti, una iscrizione in greco la denota come
costruita nel 1320-21. La chiesa, di chiaro impianto romanico pugliese minore,
è ad aula unica con il tetto ligneo e tegolato. Le pareti interne accolgono affreschi
bizantineggianti, già aperti al gusto occidentale, raffiguranti una cristologia
ed, in un altro registro, una lunga teoria di santi riquadrati di rosso. Gli affreschi,
di più autori, sono stati alcuni decenni orsono restaurati mirabilmente insieme
alle strutture della chiesa. Un sarcofago medievale è presente all'ingresso. La
chiesa è di proprietà comunale ed è considerata una estensione esterna del Museo
Civico.
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| Chiesa
dello Spirito Santo
V.
Dante |
CHIESA
DELLO SPIRITO SANTO
A sud del paese, la chiesetta ad aula unica è
del XVII secolo. È sormontata da una cupola squamata in ceramica policroma, su
cui si erge un lanternino. La chiesa, sul cui frontale insiste uno scudo araldico
di un vescovo otrantino, ricorda che detta costruzione fu nella giurisdizione
ecclesiale della diocesi di Otranto.
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| Chiesa
di S. Elia
V.
S. Elia |
CHIESA
DI SANT'ELIA
Appartiene
al XVII secolo, ma reca tracce di un impianto rinascimentale. L'accesso, evidenziato
da doppia scala, è caratterizzato da una cornice barocca di una leggiadria incomparabile.
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| Chiesa
dell'Immacolata
V.
Immacolata |
CHIESA
DELL'IMMACOLATA
Appartiene al XVII secolo. Di mirabile gusto architettonico,
ha sul frontale una statua della Vergine ed un fascione marcapiano caratterizzato
da gigli, che alludono alla Vergine, ed agli emblemi araldici dei Borboni. Priva
di campanile, al suo interno notevoli le statue lapidee e le raffigurazioni in
cartapesta di alcuni santi. Recentemente restaurata.
VILLA
PENZINI
Di gusto rinascimentale,
è l'evidente villa signorile di campagna dei signori leccesi. Appartenne ai Guarino,
ai De Caro, e successivamente ai Penzini, da cui prese il nome. Il frontale di
sobrio gusto accoglieva in nicchie delle statue di santi in pietra leccese. Trafugate
nei primi anni del 1990, alcune di esse sono state poi ritrovate dalla GdF. Uno
degli ambienti è ornato dal grande stemma araldico composito dei feudatari proprietari.
TORRE CINQUECENTESCA
Dirimpetto alla
Villa Penzini, è presente una grande torre circolare di gusto tardo-cinquecentesco
sul cui fronte appare un emblema araldico dell'abate del convento dei Celestini
in Lecce. Nelle pertinenze di detta torre insiste la chiesetta estra-moenia di
Sant'Antonio.
MUSEO CIVICO
Palazzo
Marulli ospita nel piano attico il Museo Civico, istituito nel 1979 ed evidenziatosi
subito con una sezione dedicata all'arte contemporanea. Attualmente le sale accolgono
opere di Aldo Calò, Francesco Barbieri, Carlo Barbieri, Nino Cappello, Ettore
Consolazione, Raffaele Sambati, Nullo D'Amato, De Filippi. È interessato ad un
restauro di conservazione delle strutture. Tutti i monumenti sopra citati sono
protetti da vincolo d'interesse storico-artistico.